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Storie, testimonianze, analisi di questioni sociali e politiche del mondo contemporaneo. Dal diritto al cibo alle problematiche della Palestina, uno sguardo su alcune delle maggiori tematiche della nostra epoca, spesso percepite come lontane, ma che ci riguardano e determinano il nostro futuro. Gli approfondimenti sono realizzati grazie al supporto degli esperti di ActionAid.

137.000
Morti ogni anno in Africa a causa di malattie di origine alimentare
33 milioni su 100
Persone del Sahel che vivono in carenza di acqua
9,7 milioni
Bambini in Sahel a rischio malnutrizione

Le “emergenze immigrazione” sono crisi umanitarie

L'immigrazione ritorna a essere periodicamente una "emergenza", principalmente a causa del nostro lacunoso sistema di accoglienza e integrazione. E così, nel bel mezzo della pandemia, l'attraversamento di un confine diventa una crisi umanitaria.

Una nuova nakba in palestina

“La situazione nella Striscia di Gaza è diventata insopportabile, il tasso di povertà e di disoccupazione sono aumentati e le famiglie non trovano più alcuna forma di sostentamento”. Con queste parole Saeed Majdalawi, attivista a Gaza per la ONG Cooperazione e Solidarietà Italiana, spiega alla redazione di Scomodo la situazione venutasi a creare a Gaza da marzo a questa parte.

La fragile realtà del Sahel: quando anche una goccia può cambiare tutto

L’emergenza climatica esiste e ha riscontri sociali, politici, economici e sanitari.

Ebele Ngozi, una donna nigeriana di 57 anni, era considerata una contadina di successo della sua comunità, questo prima dell’alluvione del 2012. Da allora la sua famiglia ha vissuto momenti difficili, non riuscendo ancora oggi a riprendersi dalle conseguenze devastanti delle intense inondazioni annuali.

Il costo della violenza 

Durante il lockdown l’inefficienza delle policy relative alla liquidazione dei fondi destinati ai Centri antiviolenza hanno rivelato problemi strutturali profondi. 

Le criticità strutturali relative allo stanziamento e alla liquidazione dei fondi antiviolenza in Italia sono emerse in tutta la loro portata durante il lockdown. L'emergenza sanitaria ha infatti imposto alla maggior parte dei CAV di rivedere sostanzialmente le proprie modalità operative e circa 7 centri su 10 hanno dovuto provvedere in maniera autonoma a fornire i dispositivi di sicurezza individuale e a coprire il costo degli accorgimenti per fronteggiare l'emergenza sanitaria.L'evidenza è la mancanza di coordinamento tra gli attori impegnati in attività di protezione e prevenzione e la necessità che la tutela delle donne e la riduzione dei rischi relativi alla violenza passino per l'implementazione di un iter efficace.