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Dollari spesi ogni giorno
in acquisti online

600200000

tonnellate di CO2 immesse
in atmosfera per la produzione
di nuovi devices

73400000000

Bovini e suini macellati per
la produzione di carne e latticini

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Con che frequenza acquisti un nuovo dispositivo smartphone?

Per il 2020 la produzione, la diffusione e l’interconnessione delle ICT (Information and Communication Technologies) si prevede che impatterà per circa il 4 % del totale delle emissioni annuali di CO21, valore percentuale che si prevede destinato a triplicare nel giro di 20 anni2.
Sono circa 600 i milioni di tonnellate di CO2 immesse nel 2020 in atmosfera per la produzione di nuovi devices3; basti pensare che la vita media di un laptop, notebook, PC, e tablet va dai 5 ai 7 anni, mentre quella di uno smartphone è di 2 anni4: in questa tendenza il fenomeno dell’obsolescenza programmata incide enormemente. Assumere un atteggiamento consapevole rispetto all’utilizzo e all’acquisto di nuovi dispositivi ICT, è fondamentale per incidere positivamente nella crisi climatica che ci troviamo ad affrontare

Con che frequenza acquisti via e-commerce prodotti che potresti trovare presso esercenti nelle prossimità?

Eurostat certifica che l’emissione, in area UE, di CO2 prodotta per i servizi di corrieri postali ha pesato per circa 1,8 milioni di tonnellate; stando ai dati AGICOM 2018 su “ANALISI DEL MERCATO DEI SERVIZI DI CONSEGNA DEI PACCHI” il 61,7% di queste emissioni sono attribuibili in Italia ai corrieri privati, i quali operano principalmente per la logistica e la distribuzione dell’e-commerce.
Per avere un’idea degli ordini di grandezza della numerosità delle spedizioni dei colossi dell’e-commerce Dataroom di Milena Gabanelli riporta che nel 2017 in Italia sono stati processati oltre 150 milioni di ordini. Inoltre è allarmante l’impatto relativo alla quantità di plastiche lavorate direttamente per il packaging di spedizione dei prodotti via web: secondo CoRePla, il consorzio italiano per il riciclo della plastica, nel 2016 il 15% dell’immissione totale di plastiche al consumo è stato destinato al packaging per prodotti venduti via e-commerce. Il sovraconsumo indotto dall’e-commerce è altamente nocivo, non più sostenibile.

Negli ultimi 6-8 mesi, a partire dal periodo del lockdown, che genere di prodotti hai acquistato prevalentemente via e-commerce?

L’e-commerce non è da demonizzare in sé: va promosso un approccio critico alle abitudini di consumo, evitando così di acquistare continuamente prodotti che potrebbero avere una vita di utilizzo maggiore di quella che attualmente attribuiamo ai nostri smartphone o alle nostre scarpe.
Va costruita una coscienza critica collettiva che possa determinare un cambiamento di rotta globale: se da un lato va messo in luce l’insostenibilità di un sistema fondato sui bisogni indotti e sull’obsolescenza programmata, dall’altra va promosso l’e-commerce di prodotti etici, lavoro che i GAS (Gruppi d'Acquisto Solidale) compiono da molti anni, e vanno implementate le esperienze esistenti di rete tra consumatori consapevoli e piccoli o medi produttori. Per renderci conto di qual è l’attuale tendenza, possiamo leggere le quote percentuali del peso dell’e-commerce in Italia del 2019, differenziando le Piccole e Medie Imprese dai Gruppi d’impresa più grandi: per le Aziende con più di 250 impiegati, l’e-commerce fa rappresentato il 26% delle vendite, mentre per le PMI lo stesso settore ha pesato solo per il 10%, fonte Eurostat (online data code: TIN00111 )

Hai mai interagito con annunci pubblicitari contenenti questionari di profilazione, o hai seguito pubblicità dalla landing page fino all’acquisto?

Il mercato delle Ads, sigla che sta a indicare le pubblicità online, deve gran parte del merito della sua costante crescita economica, 3,3 miliardi di dollari per il 2019 +8% rispetto al 2018, ai sistemi di AI, intelligenze digitali, che gestiscono e ottimizzano in termini di valorizzazione, gli algoritmi di diffusione dei singoli contenuti promozionali. Tali AI operano a partire da modelli di profilazione che raccolgono, accumulano ed elaborano i dati di navigazione di tutti gli operatori delle ICT.
Le pubblicità, a cui ciascuno di noi è costantemente esposto, vengono “trasmesse” con il fine di predire i comportamenti di consumo degli utenti.
Secondo AgendaDigitale.EU uno dei principali rischi relativi all’impatto dei sistemi di profilazione, è legato alla possibilità concreta che le scelte comportamentali di acquisto siano concretamente bisogni indotti co-attivamente dagli algoritmi di diffusione prodotti dalle AI.
Alla luce della evidente nocività dei comportamenti d’acquisto irresponsabili sui canali di e-commerce, è urgente sviluppare una maggiore consapevolezza sulla fruizione dei contenuti presenti in rete, pubblicità comprese.

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