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Bambini e ragazzi, il settore vitale dell'editoria

10/06/2020

All’interno del mondo dell’editoria, quello per bambini e ragazzi è un settore caratterizzato da un grande dinamismo, favorito da una crescita costante della produzione di nuovi titoli, ma anche da una stabilità nelle vendite che permette di limitare i danni nei periodi di crisi.

Secondo quanto emerge dai dati forniti nel 2019 dall’AIE, Associazione Italiana Editori, infatti, questo settore rappresenta il secondo segmento di maggior peso per fatturato del mercato di varia, cioè dell’editoria non scolastica, e il primo per l’export dei diritti. Nel 2018 ha raggiunto il valore di 235,8 milioni di euro, (dato che non tiene conto delle vendite su Amazon) con una contrazione dell’1% rispetto al 2017. La vitalità di questo settore dell’editoria è resa evidente dai dati sulla lettura forniti dall’AIE: nonostante l’utilizzo massiccio e in crescita dei dispositivi elettronici, bambini e ragazzi si dimostrano essere lettori più appassionati rispetto agli adulti. Infatti, circa l’82% dei bambini e ragazzi compresi tra i 6 e i 14 anni legge almeno un libro all’anno, a fronte del 60% della popolazione italiana, con una spesa annua di quasi 30 euro. Anche tra i più piccoli moltissimi si avvicinano al mondo del libro sfogliando, colorando o osservando le illustrazioni: dagli 0 ai 3 anni il 59% dei bambini ha maneggiato almeno un libro nei 12 mesi precedenti mentre tra i 4 e 6 anni la percentuale raggiunge il 92%. In Italia negli ultimi anni il numero dei libri per ragazzi pubblicati è salito notevolmente e nel 2018 sono usciti 7.521 nuovi titoli a fronte dei 5.402 del 2012, per un totale di quasi 27 milioni di copie stampate, grazie al lavoro di 365 autori e 314 illustratori. Il fascino dell’e-book non ha colpito i più piccoli, tra i quali solo l’11% lo preferisce alla carta stampata e solo nella fascia d’età compresa tra i 9 e 14 anni.

Uno dei motivi di questo successo potrebbe risiedere nell’altissimo livello qualitativo dei libri destinati ai più piccoli. Bisogna intanto capire che si tratta di un mondo molto articolato, che deve fare i conti con l’aspetto evolutivo della persona: a ogni fascia d’età è infatti dedicata una tipologia ben specifica di libri: si parte dagli albi illustrati per l’età prescolare, per arrivare alla categoria young adult dedicata agli adolescenti, nata nel mondo anglosassone, ma recentemente approdata anche in Italia, con risultati ancora altalenanti. 

Il settore più solido è probabilmente quello dell’illustrato, dove la commistione tra scrittura e arte raggiunge il massimo delle potenzialità: sono spesso artisti veri e propri coloro che si dedicano alla realizzazione di questi libri, dove l’aspetto creativo, artigianale è ancora piuttosto libero dalle dinamiche di profitto, e case editrici piccolissime riescono facilmente ad emergere in libreria, cosa molto più difficile per le piccole realtà che si dedicano alla letteratura per adulti. 

L’alto livello di questo settore non è dimostrato solo dalla qualità artistica degli albi, un aspetto che in ogni caso non deve essere trascurato perché capace di creare un’abitudine estetica molto importante per l’educazione civica dei ragazzi, ma anche dall’enorme lavoro compiuto sulle tematiche affrontate nei libri, sui significati, i sottintesi, il linguaggio; si tratta di aspetti spesso delicati e difficili da trattare, come il controverso tema del gender, ma fondamentali affinché fin dalla più tenera età si possa comprendere il mondo in cui si vive.

L’editoria per l’infanzia si è dunque sviluppata in mille direzioni diverse, uno dei successi più recenti riguarda il silent book: libro senza parole, dove la comunicazione è affidata esclusivamente all’immagine, uno strumento incredibile che può essere adatto a chiunque, anche a chi non parla la nostra lingua; un’intera biblioteca di libri senza parole infatti è stata creata a Lampedusa, per consentire anche a chi è appena sbarcato in Italia di leggere e comprendere. 

Una così alta qualità dei prodotti potrebbe spiegare il motivo per cui il settore della letteratura per ragazzi risulta essere l’unico attualmente all’attivo nel mondo dell’editoria; le vendite continuano a crescere fino ai 12 anni, dimostrando che i bambini leggono ancora tanto, fino all’arrivo dell’adolescenza almeno.

La vitalità del mondo editoriale per ragazzi è sicuramente dovuta anche a un secondo cruciale fattore: l’importanza che ricoprono le nuove uscite contro un dominio dei classici che tende ad essere più sentito nel mondo dell’editoria per adulti. Quando a comprare il libro è il ragazzo, e non quindi il genitore, poco importa il nome, ad attirare è subito la copertina o le immagini. A questa motivazione strettamente legata a fattori generazionali se ne aggiunge una di matrice culturale. Di fatto l’Italia non vanta una lunga tradizione letteraria per ragazzi autoctona, i grandi classici sono tutti di origine nordica. Dalle fiabe alle grandi avventure narrate da Verne non si vede nemmeno un nome italiano prima del secondo dopoguerra fatta eccezione, forse, per i soli Collodi, De Amicis e Salgari. Inoltre i racconti per bambini più antichi erano strettamente legati alla lettura ad alta voce per ritmo, trama e complessità, una letteratura, quindi, che doveva essere veicolata da terzi perché potesse funzionare e di cui quindi, il bambino, non poteva fruire autonomamente. Lo stile letterario era legato a fattori culturali e rispondeva più all’esigenza di porre rimedio all’analfabetismo minorile, che a quella di intrattenere il bambino. La letteratura per ragazzi classica risulta quindi difficile da apprezzare realmente da parte di un bambino. In controtendenza, oggi, negli scaffali dedicati ai più piccoli compaiono libri illustrati dal ritmo di narrazione veloce e coinvolgente, con copertine colorate che attirano subito l’attenzione dei più giovani.

Per mantenere vivo il piacere della lettura e la stabilità di questo settore editoriale è essenziale tener conto degli interessi di bambini e adolescenti. L’amore per il libro fin dai primi anni di vita è quasi sempre il frutto di un importante lavoro di squadra, fondamentale per spronare il meccanismo di passaggio tra leggere per “dovere” e leggere per “piacere”. E’ naturale constatare altresì quanto nel quotidiano i continui stimoli derivanti dalle tecnologie che si rinnovano, facciano concorrenza alla lettura. Le innumerevoli modalità di intrattenimento digitale infatti possono sicuramente discostare sempre più l’attenzione dei ragazzi da una ipotetica e futura passione per la letteratura. La tecnologia però non rappresenta per forza e sempre un nemico, ad esempio nel caso in cui un bambino nel tempo libero sia meno propenso al cartaceo e piuttosto attirato dall’ascoltare un audio libro. Possiamo dire quindi che, grazie ai giusti incentivi ricevuti da insegnanti e genitori, i bambini possono sicuramente ricevere un’influenza positiva nel percorso di educazione alla lettura. 

Librerie: Equilibri, Isola Libri, Tra le Righe, Koob, Palazzo delle Esposizioni

Articolo di Valeria Sittinieri, Sofia Lamanna, Marianna Di Gregorio, Anna Cassanelli

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